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ReiKi

la Via del Cuore 

Rei-Ki é un antico metodo per stimolare l'autoguarigione attraverso l'imposizione delle mani, riscoperto nel secolo scorso dal dr. Mikao Usui. Ci permette d'irradiare su di noi e sugli altri esseri la Forza di Luce del nostro Spirito, sotto forma di Energia Vitale Universale che stimola il Sistema Immunitario nutrendo le ghiandole. ReiKi è la Forza Vitale, l'energia che avvolge ogni aspetto del creato, rivitalizzandolo e portando movimento e ciclicità, è una forza presente in ogni essere vivente, e quindi anche nell'uomo. Ciò che la differenzia, è la vibrazione e la frequenza, ed è dall'equilibrio e dal giusto fluire dell'energia, che si determina lo stato di benessere in ciascuno di noi. Intervenire sul piano energetico con ReiKi, significa agire a monte dei disturbi, riequilibrando su un piano sottile quegli squilibri, che possono far scaturire malesseri emotivi, piuttosto che manifestazioni fisiche, che altro non sono, se non la somatizzazione di conflitti interiori.Si compone di due parole: Rei, che è la parte di Energia che riceviamo al momento della nascita e Ki, o Chi, l'Energia Vitale Universale, che tutto crea e pervade.

"Come portare pioggia in un corso d'acqua asciutto: il fondo si fa più morbido, la terra si dilata, le sponde diventano verdi, la Vita rinasce, rifiorisce, i blocchi muscolari ed emotivi cedono sotto l'apporto di Energia Vitale e permettono all'individuo di guarire."

Il primo pensiero spontaneo è: "Come mai ho bisogno di stimolare Energia se c'é l'ho dalla nascita?" Purtroppo, non abbiamo coscienza di questa Energia e la sprechiamo in ogni modo, pensando che si rifornisca da sola.In effetti, così dovrebbe avvenire: attraverso il respiro, il cibo, il sonno, l'aria aperta, il Sole, l'Amore, ecc. Semplice! se vivessimo in armonia con la Natura... ma non sempre è così anzi, fra cibo alterato e inquinato, onde e microonde che ci attraversano da ogni parte, chiusi giorno e notte fra quattro mura, intravedendo il Sole appena durante il tragitto casa-lavoro, computers che ci tengono continuamente attivi e di corsa; c'é da domandarsi: "Ma dov'é andata a finire l'Energia Vitale? " Forse nei tranquillanti per poter dormire o negli eccitanti per stare svegli. Nasce spontaneo il bisogno di RICARICARSI e di farlo in modo continuo, duraturo...È stato proprio il bisogno che ha richiamato alla luce vari metodi e fra questi ReiKi, che è il più semplice, veloce e pratico da apprendere: infatti una volta iniziati/predisposti è sufficiente imporre consapevolmente le mani dove si sente la necessità e, lasciar scorrere la Luce, stimolando in questo modo l'auto-guarigione. Questa preparazione e l'iniziazione, avvengono solitamente, durante due giornate, in cui l'insegnante, accompagna l'allievo ad una maggiore consapevolezza dell'Energia, questo porta a inevitabili cambi di visuale, che aprono la porta a territori inesplorati dell'Io.ReiKi non ha limiti di età o culto, si accorda con ogni religione e tipo di terapia, una volta riarmonizzati, si è per tutta la Vita... Anche dopo anni che non si utilizza, è sufficiente connettersi consapevolmente con l'Energia Vitale, imporre le proprie mani dove si sente la necessità e, lasciar fluire...riattivando nuovamente l'autoguarigione sui vari livelli: mentale, fisico, emotivo e spirituale.

Per informazioni: 3281805682 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si articola in tre seminari di due giorni ciascuno per conseguire tre livelli

Con il primo livello è possibile, tramite quattro iniziazioni, come ci è stato tramandato dal Dr. Usui, accedere direttamente all'Energia Vitale, si impara ad effettuare il trattamento di riequilibrio energetico completo, il trattamento veloce o di pronto soccorso e l'autotrattamento.

Durante il secondo livello, tramite una speciale iniziazione e la conoscenza dei Tre Simboli, su cui si basa il metodo ReiKi, ritroviamo la capacità di irradiare l'Energia Vitale, attraverso i limiti di spazio e di tempo. Si potrà creare così, un ponte di Luce, con una o più persone e situazioni, innescando l'autoguarigione sui vari livelli: mentale, fisico e spirituale.

Nel terzo livello, oltre al quarto simbolo, come ci è stato trasmesso da Mikao Usui, si riceve la preparazione, che permette di iniziare altre persone al metodo ReiKi e contribuire alla crescita e allo sviluppo della coscienza.

Con livello successivo, grazie ad una particolare preparazione,  assistendo, seguendo e praticando con l'insegnante durante i Seminari, di trasmettere ad altri, il metodo ReiKi e contribuire così, alla crescita e allo sviluppo della coscienza...

Chiunque può partecipare, il giovane, l'adulto, l'anziano, l'analfabeta, il professore, chiunque desideri conoscersi più profondamente, dare nuovi impulsi alla propria Vita, trovare la pace interiore, e trasmetterla agli altri esseri, avere un sostegno in altre terapie, diventare responsabile delle proprie azioni, ed agire per il bene comune…


Come ho conosciuto il metodo ReiKi

Da alcuni anni avevo intrapreso il 'Sentiero' e i metodi di autoguarigione che avevo appreso, mi permettevano di eliminare quasi completamente i medicinali e curarmi...Sentivo comunque che...qualcosa mancava... A quel tempo mio figlio Diego da cinque anni non dormiva una notte intera, senza svegliarsi... Sua madre ed io eravamo alquanto preoccupati... Con il Medico un Caro Amico e una persona eccezionale avevamo provato di tutto con scarsi risultati e il nostro conseguente sconforto.
Paolo, un caro amico al quale sono molto grato, anch'egli preoccupato per mio figlio, una sera mi propose: una volta addormentato il bambino, di imporre le mani sul suo capo, e pensare/mettermi in contatto con lui per quindici minuti...Notai subito che le mani si riscaldarono notevolmente e una sensazione strana mi prendeva...Quella notte Diego dormì fino al mattino...! La madre preoccupata si continuò a svegliare comunque, controllando il respiro e lo stato di salute...Facemmo questo rituale/pratica, ogni sera, per sette giorni...Diego continuò a dormire...noi ci tranquillizzammo...la nostra vita prese un ritmo normale di veglia e di sonno, con notevoli miglioramenti, in ogni senso. La sorpresa fu grande, così decisi di sapere e apprendere, quello che avevo fatto in così poco tempo e così semplicemente, così...in una sera piovosa mi ritrovai a Vicenza in una grande casa, insieme ad altre persone per conoscere quel miracoloso metodo di guarigione...
Conobbi l'insegnante, una persona meravigliosa, e nei giorni successivi del corso, oltre ad una grande apertura del Cuore..., capii che quello era il mio compito...insegnare ad altri ciò che avevo imparato.
Negli anni che seguirono, con tanto Amore, impegno, sacrificio e disciplina continuai a seguire ed assistere il mio maestro, incontrando molte persone, sane e malate, partecipando a guarigioni miracolose... Dalla fine del 1999 ho iniziato a condurre, personalmente i seminari...

È una Benedizione, un'opportunità di crescita e un grande onore per me, poter accompagnare e riportare altre persone in contatto con ReiKi...la Via del Cuore...
Ringrazio tutti gli Esseri che mi accompagnano... e la Vita... questo straordinario Viaggio...

Per informazioni telefona/scrivi a: 3281805682 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Se desideri ricevere un trattamento Reiki, puoi prenotarlo al n° 3281805682
- la seduta dura sessanta minuti e costa € 60,00

domenico antonio veneziano de vita
Educatore e Insegnante, si dedica da venticinque anni alla divulgazione e all’insegnamento delle Terapie Naturali, della Comunicazione, della Formazione, della Motivazione e della Guarigione Olistica.


Riceve con appuntamento per:
- Consulenze singole e di coppia
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in Via Valverde, 96 - Botticino Sera (BS) - 328 1805682 - iQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 LA STORIA DI REIKI, Il mito di Mikao Usui

 mikao,usui

Mikao Usui, insegnava nel collegio maschile di cui era anche il rettore. Uno degli studenti si alzò in piedi, chiese il permesso di parlare e quando gli fu accordato disse:

"Parlo in nome degli studenti che hanno concluso gli studi e lasceranno la scuola per andare nel mondo. Noi siamo giovani e abbiamo tutta la vita davanti a noi, ma abbiamo anche molti dubbi e timori e vorremmo delle rassicurazioni. Per anni abbiamo studiato in questo collegio e conosciamo la Bibbia, sappiamo che Gesù Cristo operava miracoli perché le persone credessero in lui. Ma noi non abbiamo mai assistito ad alcun miracolo e ci chiediamo che cosa significa credere in Dio. In tutti questi anni, Dottor Usui, Lei è stato il nostro insegnante e la nostra guida, conosciamo la Sua fede profonda nelle Sacre Scritture, ma noi non abbiamo la Sua fede. Per favore, la preghiamo di darci una dimostrazione che ciò che è scritto corrisponde a verità."

Usui disse che era vero, che era un buon Cristiano e che aveva una assoluta fiducia che ciò che si diceva del Cristo fosse pura verità e che esistevano testimonianze storiche e opere teologiche che dimostravano le capacità taumaturgiche del Cristo e l'esistenza dei miracoli.

Ma lo studente continuò: "Noi la onoriamo e la rispettiamo come nostro Maestro, ma tra poco noi saremo fuori di qui e ce la dovremo cavare da soli. Noi le chiediamo di farci vedere come si fa a restituire la vista a un cieco o a guarire un lebbroso o a resuscitare un morto."

Usui rispose che questo non poteva farlo, perché nessuno glielo aveva insegnato.
E lo studente riprese a parlare con un velo di amarezza nella voce: "Noi la ringraziamo per tutto quello che ci ha insegnato, ma ora sappiamo che la Sua fede è una fede cieca e noi non vogliamo credere ciecamente a qualcosa, vogliamo fatti e dimostrazioni tangibili, vogliamo essere certi che quello che facciamo o diciamo esiste davvero. Lei ha ricevuto in dono questa fede assoluta e ha vissuto a lungo per rafforzarla, ma questo riguarda la Sua vita. Noi stiamo iniziando la nostra e abbiamo bisogno almeno di una dimostrazione per continuare a credere in Lei e nei Suoi insegnamenti e avere un giorno la Sua stessa fede."

Usui disse che non poteva mostrare alcuna guarigione in quel momento, e non volle proseguire oltre quella discussione. Ma le parole dello studente lo avevano profondamente colpito e dopo un lungo silenzio aggiunse: "Bene, dunque. Io non posso dimostrarvi nulla, in questo momento, ma un giorno ve lo proverò. E per fare questo fin da ora rassegno le mie dimissioni da ogni incarico e parto alla ricerca del segreto della guarigione. E quando lo troverò, ritornerò e vi farò vedere una dimostrazione."

E così Mikao Usui, non più giovanissimo, partì alla ricerca di come poter guarire gli ammalati e ridare la vista ai ciechi. Per sette anni approfondì i suoi studi sul Cristianesimo e sulla Bibbia ma non trovò alcuna spiegazione né alcuna formula sulla guarigione. Studiò altre Religioni e Filosofie e quando giunse al Buddismo scoprì che anche il Buddha conosceva l'arte di guarire i ciechi e i lebbrosi. Si recò dunque nei monasteri chiedendo ai monaci se fosse vero che nei Sutra si parlava del potere di guarire le malattie, ma la risposta era quasi sempre la stessa:

"Si, certo, è scritto che il Buddha guariva i lebbrosi appoggiando le mani sul loro corpo, ma noi monaci buddisti riteniamo che tutto dipende dalla mente e non possiamo dedicare molto tempo al corpo. Certo è importante mangiare e bere moderatamente e occuparsi di essere in salute e rispettosi della vita, ma quello che ci preme innanzi tutto è la salute dello Spirito. Per questo noi trascorriamo lunghe ore immobili nella meditazione o recitando preghiere, per trascendere il corpo e sviluppare le facoltà della mente."

E ogni volta Usui faceva un inchino, ringraziava e andava nel monastero successivo. Trascorsero mesi e mesi di infruttuose ricerche, tutti sembravano troppo occupati con la mente per interessarsi del corpo, e Usui era molto depresso; ma non mollava e ogni volta diceva a se stesso che evidentemente doveva esserci un altro posto in cui cercare. E finalmente incontrò un Tempio Zen, fu accolto con benevolenza, gli fu accordato il permesso di leggere i Sutra e di partecipare alle sedute di meditazione con i monaci. Passarono altri tre anni ed era sempre più chiaro per Usui che le ricerche sarebbero durate ancora molto tempo. Egli comprese che molte trascrizioni erano originariamente scritte in Cinese e per leggerle imparò il Cinese, poi pensò che Buddha era nato in India e che sicuramente molte delle scritture non erano state ancora tradotte. E fu proprio in quei Sutra scritti nell'antica lingua Sanscrita che Usui alla fine trovò la formula. Niente di complicato, semplice e chiara. Come due più due fa quattro e tre più tre fa sei. Ma la formula era stata scritta 2.500 anni prima. Doveva essere interpretata correttamente. Avrebbe funzionato o lo avrebbe ucciso?

Usui parlò con il monaco che dirigeva il monastero Zen: "Andrò sul monte Kuriyama e mi sottoporrò alla prova per 21 giorni. Digiunerò e mediterò. Arrivato a questo punto non posso tirarmi indietro. Se il ventiduesimo giorno non sarò ritornato, mandate a cercare il mio corpo perché vorrà dire che sono morto." E partì.

Scelse un luogo vicino a un corso d'acqua, si sedette sotto un grande cedro e iniziò la meditazione. Collocò davanti a sé ventun sassolini, e ogni giorno che passava ne toglieva uno. Egli sapeva che doveva aspettare che accadesse qualcosa, ma non sapeva cosa. E nel frattempo leggeva le scritture, recitava i Sutra, meditava e beveva solo acqua. Stava per sopraggiungere l'alba del ventunesimo giorno, la notte era ancora scura, senza luna, senza stelle. Quella era l'ultima meditazione. Quando aprì gli occhi vide in lontananza una piccola luce tremolante, come la fiamma di una candela. La luce si avvicinava verso di lui, puntando diritta alla fronte. Ne ebbe paura, pensò che era ancora in tempo per evitarla o per chiudere gli occhi, ma sapeva che quella era la prova che stava aspettando e rimase a fissarla. In un attimo la luce lo colpì in mezzo alla fronte e l'impatto fu così forte che Usui cadde all'indietro. Quando cominciò a guardarsi intorno, ancora stordito dal colpo, vide milioni e milioni di sfere di luce agitarsi, muoversi, danzare davanti a lui. Avevano tutti i colori dell'arcobaleno, tutti e sette. Una grande luce apparve davanti a lui e come su uno schermo egli vide passare in lettere dorate ciò che aveva appreso quando leggeva il testo Sanscrito. Le parole pulsavano davanti ai suoi occhi come dicendo: "Ricordati, Ricordati. E' Così. Ricordati". E Usui non sentiva più dolore, né paura, né fame né stanchezza e sentì che aveva ricevuto una benedizione, quel giorno.

"Ora posso aprire gli occhi e gettare l'ultimo sasso" disse. Si alzò e riprendendo il cammino di ritorno si accorse che le sue gambe erano forti e i piedi stabili, come se avesse pranzato. "Questo è il primo miracolo!" pensò, "Mi sento sazio e riposato".

Scendendo dalla montagna, inciampò in una roccia e si ferì un dito del piede, l'unghia era staccata, la ferita sanguinava e doleva molto. Istintivamente afferrò il dito con la mano e poco dopo sentì un profondo calore che entrava nella ferita. Il dolore scomparve e il sangue cessò di uscire. "Questo è il secondo miracolo", pensò. E continuò il cammino.

Dopo un po' incontrò una locanda e si fermò per riposare e per mangiare qualcosa. La figlia del padrone aveva un terribile mal di denti e da settimane piangeva dal dolore. Usui mise le mani sulle sue guance e in breve il male svanì. La ragazza incredula e felice saltava qua e là ringraziando e dicendo a tutta la famiglia che quello non era un monaco normale, ma che aveva qualcosa di magico nelle sue mani. Il padrone della locanda per sdebitarsi offrì un'abbondante colazione al suo inatteso ospite, non nascondendo il timore che dopo tanti giorni di digiuno potesse arrecargli danno. Dopo essersi saziato Usui pensò che erano accaduti altri due miracoli: la ragazza non aveva più il mal di denti e lui non aveva fatto indigestione.

Verso sera fu di ritorno al monastero e come prima cosa voleva vedere il monaco per raccontargli ogni cosa, ma il monaco soffriva di artrite ed era in preda ad un violento attacco di mal di schiena. Usui andò a trovarlo nella sua piccola stanza e mentre raccontava teneva appoggiate le sue mani sulla schiena del povero malato. E disse del digiuno, della lunga attesa, della luce e di come era andata la giornata. Terminato il racconto Usui fece per congedarsi, ma il monaco dopo un attimo di stupore disse: "Il dolore non c'è più, potrò dormire finalmente! Mi sento meravigliosamente e pieno di energia! Così è questo che tu chiami Reiki! Domani parleremo ancora".

E così decisero che il modo migliore per usare il segreto della guarigione era portarlo dove più ce ne era bisogno, ovvero nei sobborghi di Kyoto, nel quartiere dei mendicanti. E infatti Usui vi si stabilì per diversi anni, perfezionando la tecnica della guarigione: scoprì che i giovani guarivano più in fretta, bastavano pochi giorni di trattamento, mentre i più vecchi necessitavano di settimane, a volte mesi di applicazioni di Reiki. Egli lavorava instancabilmente e poco a poco tutti o quasi avevano potuto guarire le loro malattie, recarsi in città, trovare un lavoro e diventare cittadini rispettabili.
Ma un brutto giorno, mentre Usui girava per il sobborgo per vedere quanto lavoro restava ancora da fare, incontrò una faccia conosciuta, e poi un'altra e un'altra ancora. Le persone che aveva curato e che avevano cambiato vita stavano ritornando indietro, volevano fare di nuovo i mendicanti. Usui ebbe un violento accesso di collera, vide il lavoro di anni vanificarsi in un attimo e gridava queste parole: "Cosa ho fatto? Cosa ho fatto? Io non ho salvato una sola anima! Dunque avevano ragione che la mente è più importante del corpo. Ho dunque fallito, completamente fallito? Se avessi pensato prima di tutto a guarire il loro spirito e poi il corpo forse non sarebbe andata così".

Ed era davvero deluso e amareggiato e se la prendeva con se stesso. E quando chiese ai mendicanti perché fossero tornati, uno rispose: "Chiedere l'elemosina è un mestiere molto più facile di tutti quelli che ho trovato là fuori. E' più facile trovare qualcosa da mangiare e un posto dove dormire che lavorare tutto il giorno. Fare il mendicante è un buon lavoro, mi riempio la pancia e non devo stressarmi più di tanto." Le ultime parole di Usui furono: "Ingrati, siete avidi e ingrati, volete tutto per voi e non siete disposti a dare nulla in cambio: ecco perché siete di nuovo in mezzo al fango. I mendicanti restano mendicanti, siete solo capaci di chiedere, ma non conoscete gratitudine né generosità. Basta Reiki, basta mendicanti!"

Ma gli anni di lavoro nel quartiere non erano stati vani: ora egli sapeva che non bastava guarire il corpo, ma occorreva anche insegnare agli uomini a essere grati per la vita, a essere onesti e generosi, a ringraziare Dio per i doni di ogni giorno. E così nacquero i Princìpi di Reiki: solamente per oggi, non arrabbiarti. Solamente per oggi, non preoccuparti. Terremo conto di tutte le benedizioni e onoreremo i nostri genitori, i nostri insegnanti e i nostri vicini. Onoreremo il cibo, non lo sprecheremo, perché anche il cibo è un dono di Dio. Vivremo onestamente, ci guadagneremo da vivere in modo dignitoso e infine saremo pieni di amore e di compassione verso tutto ciò che ha vita.

Principi di vita di ReiKi

  • Non essere arrabbiato proprio oggi.
  • Non preoccuparti proprio oggi.
  • Onora i tuoi Maestri, i Genitori, e gli Anziani.
  • Guadagna il tuo pane in modo onesto.
  • Sii grato nei confronti di tutto ciò che vive.

Il Dr. Usui trascorse il resto della sua vita viaggiando a piedi per tutto il Giappone. Egli andava nei mercati affollati di gente e vagava su e giù con una lampada accesa in mano in pieno giorno. E quando qualcuno gli faceva notare rispettosamente, poiché era un monaco conosciuto e stimato, che se cercava qualcosa non c'era bisogno di quella luce, perché era giorno e si vedeva benissimo, egli rispondeva: "Quello che sto cercando io non si vede alla luce del sole. Il mondo è pieno di gente triste chiusa e arrabbiata. Io cerco qualcuno che abbia voglia di far luce nel suo cuore e guarire da ogni sofferenza, e rendere puri e forti la mente, il carattere e il corpo. Se vuoi ascoltare questa lezione, seguimi."

La Vita di Usui

Mikao Usui Sensei nacque il 15 Agosto 1865 a Yago, un villaggio nel distretto Yamagata, nella prefettura Gifu, sua moglie si chiamava Sadako e aveva due figli. Usui diresse inizialmente una impresa familiare ma poichè non ebbe molta fortuna si dedicò ad una intensa attività spirituale.

Visitò molti conventi Buddhisti e studiò testi antichi imparando il sanscrito, il Cinese e il Tibetano. Si diresse in Cina, in India, in Nepal e nel Tibet dove rimase per sette anni presso un Lama.

Un giorno decise di salire sul Sacro Monte Kuryama e di meditare fintanto che non fosse riuscito a svelare il Segreto della Guarigione. Dopo molti giorni di digiuno fu istruito su come ricevere e trasmettere l'energia di Reiki.

In seguito divenne monaco viandante Unsui dell'ordine Mikkyo. Durante questo periodo iniziò a Reiki oltre 2000 persone. Nel 1921 aprì una Scuola Reiki a Harajuki, Aoyama, Tokyo. Nel 1923 in occasione del disastroso terremoto di Tokyo Usui Sensei si prodigò per dare aiuto con Reiki. Qualche anno dopo aprì un'altra clinica, più grande, fuori città, a Nakano.

Usui Sensei fondò l'Usui Shiki Ryoho, ovvero il Sistema Usui di Guarigione Naturale, di cui fu presidente fino alla morte, avvenuta il 9 Marzo 1926. Da allora ci sono stati sei presidenti: il Signor Ushida, il Signor Taketomi, il Signor Watanabe, il Signor Wanami, la Signora Kimiko Koyama e l'attuale presidente Signor Kondo.

Nel Tempio Saihoji che si trova nel Distretto Suginami di Tokyo esiste un monumento commemorativo di Usui Sensei, costituito da un monolito di due metri per quattro e collocato vicino alla tomba contenente le ceneri di Usui, della moglie e del figlio. Contiene iscrizioni firmate dal Signor Ushida che parlano della vita di Usui e di come i principi di Reiki provengano dagli scritti dell'Imperatore Meiji. Il memoriale fu costruito pochi mesi dopo la morte di Usui e mantenuto fino ad oggi dalla Usui Shiki Reiki Ryoho Giapponese.

Note

Secondo antichi documenti nel 770 d.C. un monaco di nome Gantei scalò il monte Kuryama e ricevette l'illuminazione. Egli vi fondò un monastero Buddista che attraverso i secoli fu ampliato e che attualmente contiene numerosi templi e pagode. In uno di questi esiste un santuario con la rappresentazione del Sonten, il Dio Supremo, e della sua triplice emanazione di Amore, Luce e Potere. Da immagini e fotografie risulta chiaro che il simbolo dell'Amore è molto simile al 2° simbolo di Reiki, il simbolo della Luce è in Sanscrito e il simbolo del Potere è una antica versione del simbolo OM. Negli scritti conservati nel Tempio del Monte Kuryama il significato di Sonten è espresso usando il quarto simbolo di Reiki, che è scritto e pronunciato in Giapponese Kanji e viene normalmente cantato dai monaci durante la preghiera nel Tempio Hondon.

Reiki ai giorni nostri

chujiro,hayashi

Per quanto riguarda Reiki in occidente, occorre risalire all'incontro di Usui con Chujiro Hayashi, ufficiale di Marina in congedo, che avvenne in uno dei mercati in cui Usui vagava con la torcia in mano. Hayashi fu affascinato dalla verità e dalla convinzione di Usui e decise di seguirlo. Fu probabilmente lui a creare un metodo più organizzato per il trattamento di Reiki e le posizioni delle mani, i tre livelli di iniziazione, le cerimonie di attivazione e l'opportunità di pagare un prezzo in cambio di Reiki. Hayashi morì il 10 Maggio 1940, proprio quando l'entrata del Giappone nella II Guerra Mondiale appariva ormai inevitabile.

hawayo,takata

Hawayo Takata conobbe Hayashi alle Hawaii nel Novembre del 1936. Fu proprio lei a portare Reiki nel mondo Occidentale quando si trasferì in California. Era nata il 24 Dicembre 1900 e morì nel 1980, lasciando 22 Maestri di Reiki, molti dei quali americani: George Araki, Dorothy Baba, Ursula Baylow, Rick Bockner, Patricia Bowling, Barbara Brown, Fran Brown, Phyllis Furumoto, Beth Gray, John Gray, Iris Ishikuro, Harry Kuboi, Ethel Lombardi, Barbara McCullough, Mary McFayden, Paul Mitchell, Bethel Phaigh, Shinobu Saito, Virginia Samdahl, Wanja Twan, Barbara Weber Ray, Kay Yamashita

Da questi Maestri ebbe origine il Reiki Occidentale, in meno di 20 anni Reiki si è diffuso in tutto il mondo ed è attualmente praticato da decine di milioni di persone. Migliaia di Maestri operano in ogni paese spargendo nuovi semi. Ci auguriamo che un giorno tutti possano conoscere i benefici di Reiki…

I Princìpi Etici di Reiki

Come abbiamo potuto constatare leggendo la Storia di Reiki, non sempre è sufficiente l'amore e la buona volontà di chi offre Reiki per ottenere risultati graditi. La vicenda di Usui nel campo dei mendicanti (o durante il terremoto di Tokyo) è una lezione contemplata anche nel Vangelo, quando si dice che è inutile dare le perle ai porci perché si sprecano le perle e si irritano i porci. Non basta nemmeno ricevere Reiki se non si è veramente disposti a guarire, se non si vuole vedere o sentire qualcosa che ci riguarda a fondo ma che tutto sommato è più comodo tenere nascosto. I princìpi di Reiki ci aiutano a comprendere sempre più a fondo il concetto di guarigione, che non può prescindere da norme di comportamento che portino luce e armonia nei vari aspetti della nostra vita. 

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