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Aromaterapia

 

Con il termine “aromaterapia” s’intende un metodo di terapia mediante gli aromi, più comunemente conosciuti come oli essenziali o essenze.

Queste sostanze sono estratte, a seconda dei casi, dalle diverse parti delle piante mediante tre principali metodi:
- la distillazione a vapore, è la più utilizzata e consente di ottenere oli essenziali adatti a un uso terapeutico anche interno
- la spremitura, tipica impiegata per le essenze agrumarie (Limone, Arancio, Bergamotto, Pompelmo ecc.)
- l’estrazione con solventi, è utilizzata per l’estrazione delle essenze delle piante che non sopportano la distillazione in corrente di vapore e per quelle di qualità inferiore. 

Oli essenziali e essenze trovano impiego in molteplici aree terapeutiche da tantissimo tempo: si narra che il loro uso fosse pratica comune nell’Oriente già 5000 anni fa.
La differenza fra l’essenza di una pianta e il suo olio essenziale può risultare significativa:
- l’essenza costituisce l’insieme dei vari costituenti chimici presente negli organuli della pianta, nei suoi organi di sintesi, di raccolta e di secrezione;
- l’olio essenziale definisce lo stesso gruppo di sostanze una volta estratte dalla pianta, ed è ottenuto con alcune tecniche specifiche (distillazione, spremitura, ecc.)

L’Aromaterapia è una pratica olistica che agisce su processi fisici, mentali e spirituali attraverso l'uso di essenze, concentrate in alcune zone delle piante officinali: fiori, resina, corteccia, radici, buccia, foglie e frutti. Questi olii sono frazioni volatili ottenute dalle piante tramite distillazione in corrente di vapore.

Il trattamento del corpo mediante oli aromatici risale almeno al 2000 a.C. Nella Bibbia, è citato l'uso di piante medicinali e di essenze, sia a scopi religiosi che per la cura di malattie. Nel Medioevo, i profumieri si distinsero grazie alle proprietà antisettiche di tutti gli oli essenziali. Durante il XIX secolo, i chimici intrapresero la produzione artificiale di oli essenziali, utili come profumi. I risultati terapeutici conseguiti grazie agli olii essenziali dissiparono l’interesse per i trattamenti naturali fino al XX secolo, periodo in cui si rinnovò l’interesse per la natura e le sue e potenzialità intrinseche. Tra le cosiddette terapie complementari, l'aromaterapia è una delle più conosciute e in ascesa in tutto il mondo. Il suo valore terapeutico è sempre più apprezzato da ricercatori e medici.

BENEFICI DELL'AROMATERAPIA

Un buon profumo ci fa stare bene. Attraverso la percezione degli odori, l'aromaterapia coinvolge la sfera dell'emotività, la memoria, la sensibilità e tutte le aree cognitive correlate, oltre al sistema endocrino e quello immunitario. L’aromaterapia sfrutta le proprietà antisettiche, antitossiche, cicatrizzanti, antiparassitarie, antireumatiche, tonificanti e stimolanti delle essenze.

PER CHI È UTILE

L’aromaterapia è in grado di curare molte malattie e sintomi. Le essenze sono indicate nel trattamento dei disturbi della pelle, come disinfettanti o pulizia per le ferite; in casi di infezioni micotiche, per le ustioni e le ferite in quanto velocizzano la cicatrizzazione, aiutano a combattere le smagliature e tengono lontani molti insetti. L’aromaterapia, per quel che concerne il sistema circolatorio e osteoarticolare, è in grado di migliorare la circolazione e ottenere un'azione antidolorifica. Le essenze sono indicate per curare la tosse, il mal di gola, il raffreddore, infiammazioni a carico dei bronchi come l'asma. Alcuni oli influenzano il ciclo mestruale, la quantità e la qualità del latte materno o gli organi sessuali. La terapia principale è quella del massaggio. E’ utile anche per la cura dei disturbi dell'umore.

COSA SONO GLI OLI ESSENZIALI

Sono la sostanza della pianta,  che ha la proprietà di determinarne il profumo. Quando stropicciamo le foglie fresche di una pianta o incidiamo un rametto fresco della stessa, la sostanza liquida che fuoriesce è appunto l'olio essenziale. Sebbene tutte le piante contengano uno o più oli essenziali, a seconda della parte della pianta, la quantità di olio che può essere estratto può differire da pianta a pianta. Infatti se l'olio essenziale di Arancio è facilmente estraibile, lo stesso non vale per piante come la Melissa o la Rosa. Infatti per queste piante si devono impiegare decine di chilogrammi per estrarre pochi grammi di olio essenziale.

L'olio essenziale per definizione è una sostanza volatile, odorosa che poco ha a che fare con i comuni oli e che ha la proprietà di disperdersi velocemente nell'ambiente. Per questo motivo è impiegata in aromaterapia.

Gli oli essenziali sono classificati in tre diversi gruppi a seconda del loro grado di volatilità, ovvero della persistenza del loro aroma: si differenziano per la velocità con cui l’olio tende ad evaporare se esposto all’aria. La classificazione discende dall’intuizione che ebbe Septimus Piesse nel diciannovesimo secolo di associare gli odori alle note di una scala musicale (ogni profumo corrispondeva ad un semitono); oggi rimangono per comodità solo tre gruppi, le note di testa (alte), di Cuore (medie), di base o di fondo (basse). 

Questa distinzione serve per creare una profumazione finale armoniosa, che contenga una fragranza per ognuna di queste tre categorie. La volatilità determina infatti uno sviluppo temporale del profumo secondo la piramide olfattiva: le note di testa sono le prime ad essere percepite ma anche le prime a volatilizzarsi, seguono le note di cuore ed infine, dopo alcune ore, quelle di base. 

NOTE DI TESTA
Si tratta degli oli essenziali più volatili: è la prima fragranza ad essere percepita dal nostro olfatto in una composizione profumata. Sono olii freschi e leggeri, dinamici, estroversi, odori intensi ma non persistenti (si attenuano in media dopo 15 minuti), adatti a chi cerca concentrazione ed in genere con azione stimolante. Per riprendere l’analogia con la scala di note musicali, si tratta del SI.

Appartengono a questa categoria: L’Arancio dolce e amaro, Bergamotto, Cajeput, Canfora, Cardamomo, Carvi, Cedro (frutto), Citronella, Cumino, Estragone, Eucalipto, Limone, Litsea, Mandarino, Menta piperita, Petitgrain, Pompelmo (la nota più alta o “acuta” fra tutte), Verbena.

NOTE DI CUORE
Sono la categoria intermedia tra gli olii essenziali più volatili e quelli più persistenti, si presentano in un secondo momento rispetto alle note di testa, sono intensi ma sensuali, avvolgenti e morbidi, resistono per due o tre ore circa ma di solito non oltre le quattro ore: sono le note più potenti, quelle che creano la scia o appunto il “Cuore” di un profumo. Se dovessimo associarla alla nota musicale corrispondente, sarebbe un FA. Hanno un azione riequilibrante e armonizzante a livello emozionale.

Appartengono a questa categoria: Achillea, Alloro, Anice, Camomilla Romana, Camomilla Blu, Coriandolo, Finocchio, Gelsomino, Geranio, Issopo, Lavanda, Melissa, Mimosa, Mirto, Mughetto, Neroli, Pino Cembro, Rosa, Rosmarino, Salvia Sclarea, Vaniglia, Violetta, Ylang-Ylang.

NOTE DI BASE
L’ultima fragranza che si presenta è di questi olii essenziali, che sono calmanti, stabilizzanti, balsamici, con un aroma caldo e pesante, che non è avvertito immediatamente ma può persistere anche per ventiquattrore; esprimono la personalità del profumo. L’associazione musicale, corrisponde alla nota DO. Fra le note di questa categoria ci sono quelle legnose, muschiate, ambrate, orientali o di cuoio:

Appartengono a questa categoria: Abete Rosso, Angelica, Basilico, Benzoino, Betulla, Cannella, Legno di Cedro, Chiodi di Garofano, Cipresso, Elicriso, Ginepro, Incenso, Iperico, Legno di Rosa, Maggiorana, Mirra, Muschio, Noce Moscata, Origano, Patchouli, Pepe Nero, Pino Silvestre, Sandalo, Santoreggia, Tea Tree, Timo, Tuberosa, Vetiver, Zenzero.

UNA COMPOSIZIONE ARMONIOSA la otterremo miscelando:

25-30% di olii essenziali , note di base

10-15% di olii essenziali, note di Cuore

50-60% di olii essenziali, note di testa

    

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