Leggi l'informativa del Regolamento Europeo GDPR

Il sito utilizza cookies per una migliore esperienza di navigazione

Stampa

Motivazione antagonista o inversione psicologica

... la nostra parte cosciente si trova sottoposta ad un substrato, sede degli istinti primari, la cui mancata comprensione è causa di conflittualità più o meno latenti, di rimozioni, di complessi che si traducono in un comportamento pratico spesse volte patologico (Giovanni Zampetti).

Molto tempo fa, mi è capitato di leggere in un libro di guarigione spirituale, che la prima e più importante cosa da chiedere a Dio, prima di iniziare qualsiasi procedura di guarigione, è un "vero, profondo e sincero" desiderio di guarire. Devo ammettere che, in tutta sincerità, questa precisazione mi ha lasciato alquanto sconcertato. Avevo sempre pensato che tutti gli ammalati abbiano senz'altro un "vero, sincero e profondo" desiderio di guarire, ma non è affatto così.

Nel tempo, interessandomi della salute da un punto di vista olistico (che comprende la totalità dell'uomo: corpo, mente e spirito), ho avuto modo di ricredermi perché ho scoperto, con notevole sorpresa, che in molti casi il malato non guarisce perché in lui vi sono dei meccanismi subconsci che ne ostacolano la guarigione.

Le prime informazioni a tal riguardo, le ho trovate studiando la Psicomatica, una scienza che studia la relazione mente/corpo. Essa insegna che le malattie "psicosomatiche", quelle che dipendono dall'influenza della mente (psiche) sul corpo (soma), rappresentano ai tempi di oggi quella stessa "fuga dalle responsabilità della vita" che nel Medio Evo veniva attuata chiudendosi in convento.

Non c'è infatti nessun essere umano che non abbia sperimentato, nella sua infanzia, il piacevole clima di premure e di facilitazioni legato regolarmente ad ogni situazione di malattia, e, nell'età adulta, come qualsiasi malattia, vera o inventata, abbia potuto evitargli noiosi impegni o preoccupanti incombenze. "per di più - scrive Deutsch - quando nell'infanzia una malattia organica coincide con un conflitto emotivo, i due processi restano fusi per sempre, sicché l'uomo tenderà sempre a servirsi delle malattie per tentare di risolvere ogni suo problema emotivo".

Ho molti amici psicoterapeuti con numerosi clienti che non rispondevano a nessuna terapia, per quanto buona questa potesse essere, e che consideravano questo blocco un mistero, finché non approfondirono il concetto della Motivazione antagonista.

Purtroppo questo concetto non ha destato l'interesse dovuto e pochi ricercatori sono stati motivati a trovare il modo di eliminarla, togliendo così gli elementi che, a livello inconscio, possono non solo impedire la guarigione, ma persino causare una malattia.

Basti, a tal proposito, un'esperienza di vita vissuta nella quale un ragazzo di 14 anni, con la respirazione difficile a causa del naso chiuso, senza motivi fisiologici o anatomici, si è liberato di tale problema quando, in una seduta di regressione della memoria, si è ritrovato a 3 anni, con un potente raffreddore e la mamma che gi faceva tante coccole. In quella occasione aveva formulato, a livello inconscio, la decisione: "Quando ho il naso chiuso la mamma mi fa tante coccole!".

Comprendere il subconscio: una teoria interessante

A questo punto è necessario spendere qualche parola per spiegare cos'è e cosa fa il "subconscio". Per far questo non ho strumento migliore, per integrare gli insegnamenti di Max Heindel, che la filosofia dei Kahunas, i sacerdoti di un antico popolo (gli Huna) che vivevano nelle isole Hawai e si sono estinti verso la fine del 1800.

Dobbiamo a Max Freedom Long, un arguto ricercatore, la riscoperta di tale filosofia che ha riportato nel libro "The secret scienze at work", venduto in Italia dalle Macro Edizioni, con titolo "La scienza segreta dietro i miracoli".

I Kahunas insegnavano che l'uomo, a tutti gli effetti, non è un "blocco "unico" suddiviso in corpo, mente e spirito, ma un insieme di tre esseri spirituali ad diverso livello evolutivo, che teoricamente, dovrebbero vivere in simbiosi aiutandosi l'un l'altro per poter affrontare sia la vita quotidiana che l'evoluzione spirituale. Queste tre entità possono essere così definite:

Sé inferiore: è il subconscio della psicologia o l'emisfero destro dei ricercatori.
Sé intermedio: è quello che usiamo costantemente, ci permette dire "Io sono...", ed analizzare oggetti, fatti o persone per decidere cosa fare o non fare.
Sé superiore: è la nostra parte spirituale, quella che dovrebbe illuminare la nostra mente di saggezza e riempire il nostro cuore di comprensione ed amore.
Accettando questa teoria apparirà chiaro come il Sé inferiore, essendo un ente autonomo con una evoluzione intellettuale tale da non poter fare un ragionamento logico, possa decidere di farsi venire una malattia cronica, solo per il fatto che da piccolo, mentre soffriva per quella malattia, riceveva più attenzioni del solito.

Rimandiamo chi desidera maggiori dettagli sulla filosofia del Kahunas al libro citato o al riassunto che si può trovare in:
www.procaduceo.org/it_ricerche/anatener/anaene04.htm

Il timo, una porta aperta verso il subconscio o Sé inferiore

Per molti anni si è ritenuto che il timo non abbia alcuna funzione nella persona adulta. Questa conclusione nasce dal fatto che, durante l'autopsia, il timo viene generalmente trovato piccolo e atrofizzato. Ma questa condizione è dovuta al fatto che, a fronte di un grande stress, il timo tende a rimpicciolirsi, non c'è perciò da meravigliarsi se lo si trova atrofizzato in una persona defunta. Questo fa parte della reazione generale allo stress descritta da Hans Selye (1).

Attualmente il timo viene visto come una ghiandola molto importante nella difesa immunitaria, ma ciò che interessa a noi è il fatto che è proprio in tale ghiandola che alcune cellule del sistema immunitario imparano a distinguere tra ciò che appartiene al nostro organismo e ciò che gli è nemico, affinché possa riconoscerlo e combatterlo adeguatamente.

Siccome tutto ciò che riguarda la scelta tra ciò che è favorevole e ciò che è nemico dell'organismo, è sotto la sovraintendenza del Sé inferiore, e da quanto esposto si arguisce quanto egli sia strettamente collegato alla ghiandola timo, ne consegue che picchiettando il timo e ripetendo determinate frasi, si possa riuscire ad influenzarlo.

Un altro punto molto importante per arrivare ad influenzare il Sé inferiore è localizzato sul dorso delle mani; il punto usato nel Karatè per sferrare colpi capaci di ridurre in frantumo una pila di mattoni. Nell'Agopuntura lo si definisce "punto 3 del Meridiano del Triplice riscaldatore" (si trova a circa 1 cm sotto la base del mignolo, usando indice, medio e anulare per picchiettarlo lo si colpisce senza'altro).

Per maggiori dettagli sull'Inversione psicologica vedere il volumetto "Il codice del benessere" che si può prelevare gratuitamente nel sito www.eft-italia.it


Come eliminare l'Autosabotaggio dovuto alla Motivazione Antagonista:

Trattamento specializzato:

Da farsi per 15 giorni.
3 volte al giorno, ripetere 5 volte a bassa voce una frase che rispecchia la nostra non accettazione del problema. Mentre la si ripete picchiettare, con la punta delle dita e una certa intenzione, la parte alta dello sterno (dove posa il nodo della cravatta).

Vediamo due esempi, uno per chi non tollera i gatti ed uno per chi ha paura del buio.

"Anche se non tollero i gatti, mi amo e mi accetto completamente e profondamente".

"Anche se ho paura del buio, io mi amo e mi accetto completamente e profondamente".

Trattamento generalizzato:

Da farsi 3 volte al giorno per 20 giorni (4 gruppi di 5 giorni).
Si esegue ripetendo 11 volte una frase (vedi sotto), mentre si picchietta, con la punta delle dita e una certa intenzione, la parte alta dello sterno (dove posa il nodo della cravatta), dicendo a bassa voce:

Per 5 giorni dire: "Anche se ho paura di guarire, mi amo e mi accetto completamente e profondamente".

Poi, per altri 5 giorni dire: "Anche se ho paura di cambiare, mi amo e mi accetto completamente e profondamente".

Poi, per altri 5 giorni dire: "Anche se tante paure, che neppure conosco, mi amo e mi accetto completamente e profondamente".

Concludere per altri 5 giorni dicendo: "Anche se non mi piaccio così come sono, mi amo e mi accetto completamente e profondamente".

Note:

(1) Stress without distress, New York, J.B.Lippincott Company, 1974.

Per approfondimento: www.eft-italia.it.

 

 

 

TwitterLinkedin