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Cura malattie cerebrali è nell'intestino

Sentiamo molto spesso parlare di scoperte che aumentano la nostra comprensione e la conseguente possibilità di cura su malattie come il cancro, le malattie cardiache, il diabete e l'artrite, ma quando la nostra attenzione si rivolge al cervello, sembra che ci siano poche notizie. Diventa, quindi, lecito chiedersi perché stiamo facendo così pochi progressi nel cercare di scoprire le cause che sono alla base di varie forme di degenerazione cerebrale? 

Una possibile risposta è che la ricerca scientifica continua a operare con una mentalità riduzionista: cioè il corpo umano è visto semplicemente come una raccolta di varie parti e sistemi, e ciascuno di questi è considerato come funzionante indipendente dagli altri.

Molti attribuiscono l’idea di riduzionismo al filosofo e matematico francese del XVII secolo Renée Decartes, che nel 1637 propose che il mondo e tutti gli esseri viventi fossero fondamentalmente come macchine, costituite da meccanismi a orologeria. Nei suoi Discorsi, sosteneva che gli esseri animati potevano essere smontati, studiati e poi riassemblati per ottenerne una immagine migliore e più ampia.

Ed è così che, in linea di massima, gli sforzi dei ricercatori si sono concentrati a cercare di capire che cosa causa la degenerazione del cervello in malattie come il Parkinson o la SLA: condizioni devastanti per le quali la medicina moderna non offre cure. E potrebbe benissimo essere che l’aggrapparsi a questo approccio riduzionista - che vede il cervello e le sue innumerevoli malattie come esistenti a prescindere dal resto del corpo - sia alla base della nostra incapacità di scoprire le cause e quindi i trattamenti per alcune delle malattie più temute.

Al contrario di questa diffusa mentalità riduzionista c’è la nozione di olismo. L'olismo osserva il panorama delle interrelazioni tra varie parti del corpo e sistemi e abbraccia la nozione che ciascuna di queste parti apparentemente separate in realtà è unita a gli altri.

Il Morbo di Parkinson è la seconda condizione neurodegenerativa più comune al mondo. Entro il 2030, è previsto che il peso globale di questa malattia interesserà quasi 10 milioni di persone e la maggior parte dei ricercatori rimangono esclusivamente concentrati sul cervello nel tentativo di svelare il mistero di questa condizione.

Ma fortunatamente, le cose sembrano cambiare. Alcuni ricercatori hanno iniziato a pubblicare dati che dimostrano significative problematiche intestinali associate alla malattia di Parkinson che potrebbero effettivamente avere un ruolo nella sua causa.

Il Dr. Christopher B. Forsyth (1) e il suo team hanno recentemente dimostrato la presenza di una permeabilità intestinale, più comunemente denominata "leaky gut", nei pazienti con Parkinson. La loro ricerca ha inoltre rivelato che la permeabilità intestinale aumenta l'infiammazione e la produzione di una proteina (alpha-synuclein), entrambe caratteristiche di questa malattia.

Questo è al di là del rivoluzionario in quanto rappresenta una rottura con la mentalità di vecchia data che la malattia del cervello deve sorgere nel cervello.

La SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) colpisce fino a 30.000 negli Stati Uniti, con 5.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. Sebbene molto meno comune della malattia di Parkinson, la SLA ha un esito fatale. Anche qui sembra che qualcosa stia cambiando.

In una ricerca diretta dal Dr. Rongzhen Zhang (2) presso l'Università della California, a San Francisco, si è scoperto che, come la ricerca sul Parkinson aveva rivelato, anche nella SLA vi è un aumento della permeabilità intestinale. E ancora, come nel Parkinson, la loro ricerca ha rivelato che questo meccanismo causa un forte aumento dell'infiammazione, un meccanismo che è noto da lungo tempo essere associato alla SLA.

Questi sono solo due esempi di un cambiamento positivo nella mentalità in relazione alla ricerca medica. L'infiammazione, come meccanismo, si pensa che sia alla base praticamente di ogni condizione degenerativa sperimentata dall'uomo, tra cui il morbo di Alzheimer, la malattia coronarica, il diabete e persino il cancro. Ed è diventato chiaro che l'integrità del rivestimento dell'intestino svolge un ruolo fondamentale nel determinare il grado di infiammazione.

Uno degli elementi più importanti coinvolti nel mantenimento dell'integrità della parete intestinale è il grado di equilibrio e diversità dei vari organismi che vivono all'interno dell'intestino. Questi organismi e il loro materiale genetico sono collettivamente indicati come microbiomi umani.

Il microbioma ha il compito di mantenere compatto il rivestimento dell'intestino e quindi di ridurne la permeabilità. Quando i batteri intestinali sono alterati da un qualsiasi di evento - tra cui la sovrabbondanza di antibiotici, l'esposizione a tossine ambientali e soprattutto a scelte alimentari sbagliate - l'integrità del rivestimento dell'intestino può essere danneggiata come abbiamo visto nei precedenti post sull’ansia a la depressione.

Quindi i punti sono collegati. 

Mentre i ricercatori rompono i legami del riduzionismo e si avventurano guardando fuori dal cervello, si stanno rivelando informazioni interessanti che potrebbero aprire la strada ad una maggiore comprensione ed a potenziali cure dei disturbi neurologici. A quanto pare, stiamo appena iniziando a capire quanto sia importante il ruolo svolto dai batteri intestinali praticamente in ogni aspetto della salute e delle malattie umane.

Ironia della sorte, lo stesso Decartes potrebbe essere stato il primo a riconoscere l'importanza della "connessione intestinale" quando scrisse questo: "Anche la mente dipende tanto dal temperamento e dalla disposizione degli organi del corpo che, se è possibile trovare un modo per rendere le persone generalmente più saggi e più abili di quanto non fossero in passato, credo che dovremmo cercarla in medicina."

Bibliografia
(1) Forsyth CB, et al. - Increased Intestinal Permeability Correlates with Sigmoid Mucosa alpha-Synuclein Staining and Endotoxin Exposure Markers in Early Parkinson's Disease- PLOS ONE 6(12)

(2) Rongzhen Zhang et al. - Circulating endotoxin and systemic immune activation in sporadic Amyotrophic Lateral Sclerosis (sALS) - J Neuroimmunol. 2009 Jan 3

Dr. Luigi Di Tommaso

 

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