Leggi l'informativa del Regolamento Europeo GDPR

Il sito utilizza cookies per una migliore esperienza di navigazione

Stampa

Benedizione, un rituale magico

Non è necessario che tu cambi niente di te stesso, non devi diventare qualcuno di diverso da quello che sei, soprattutto non è necessario che tu impari nulla di più di quello che sai già. Devi soltanto imparare ad amarti a tal punto da essere finalmente te stesso con tutto te stesso! Farai venire a galla tutto ciò che già sai nella misura in cui ti sarà più utile.

Per questo ti suggerisco di conservare solo il meglio di ciò che leggerai qui, di buttare tutto ciò che non ti è affine e di non credere a noi senza verificare personalmente ciò che ti diciamo. Solo così troverai la tua verità ed essa ti renderà sempre più libero!

La vera magia, la magia Divina consiste nell’utilizzare le proprie facoltà, il proprio sapere, per realizzare il regno di Dio sulla terra. Pochi sono arrivati a questo grado superiore dove l’unico ideale è lavorare nella luce, per la luce. Coloro che vi arrivano sono i veri benefattori dell’umanità.

Un antico rituale noto con il nome di "Benedizione".

Dal momento che la magia la produce il mago e non la bacchetta, non importa come vorrete procedere nel lavoro, se usando una preghiera o visualizzando un fascio di luce, se mormorando o solo pensando in silenzio, non ha importanza, importante è che lo facciate con convinzione, e se non siete convinti, fatelo ugualmente, la convinzione arriverà a suo tempo.

L'energia segue il pensiero.

È quanto insegna la tradizione metafisica orientale, ma "tutto è energia vibrante" ci insegna la più moderna fisica occidentale.

Se quindi tutto è energia, siete energia voi stessi ed è energia il vostro pensiero, così come sono energia gli altri ed i loro pensieri; e allora perché questi pensieri non potrebbero influire non solo su voi stessi (il che oggi è abbastanza riconosciuto) ma anche sugli altri?

E pertanto, cosa ci costa dare un po’ dei nostri pensieri agli altri? Cosa ci costa "benedire" ogni persona che incontriamo, ogni auto che passa, ogni luogo che visitiamo?

Mal che vada avremo perso un minuto di futili pensieri distratti che passano senza lasciare traccia.

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la legge e i profeti" (Matteo 7:12), non vorreste che qualcuno vi dedicasse un po’ dei suoi buoni pensieri? Non abbiate paura di sprecare così le vostre energie, perché come ben sapete "raccoglierete ciò che seminate". Questa è la legge di causa-effetto. 

E allora non limitatevi a non seminare semi cattivi, iniziate a seminarne di buoni.

La magia non è che pensiero focalizzato, sta solo a voi scegliere su cosa focalizzarlo.

‘Bada ai tuoi pensieri perché diventeranno le tue parole.

Bada alle tue parole perché diventeranno le tue azioni.

Bada alle tue azioni perché diventeranno le tue abitudini.

Bada alle tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere.

Bada al tuo carattere perché diventerà il tuo destino.’ 


Presta molta attenzione ai tuoi pensieri, in quanto sono più potenti di quanto tu possa immaginare.

Il principio è semplice: un architetto per costruire una casa prima deve pensarla e immaginarla, poi procederà con il progetto e infine qualcuno la costruirà (mai l'architetto stesso). Perciò niente potrà mai accadere se prima non è stato pensato. Iniziate a pensare a come vorreste che le cose fossero. Iniziate ad augurare agli altri ciò che vorreste loro augurassero a voi. Regalategli la vostra benedizione. Quindi iniziate ad abbattere la coltre di egoismo che opprime questo mondo, con il semplice atto di benedire chiunque incontrate nella vostra Vita.

Benedite gli automobilisti e le persone in coda di fronte a voi all'interminabile coda allo sportello delle poste.

Benedite chi vi taglia la strada affinché trovi la tranquillità necessaria per guidare con prudenza.

Benedite gli innocenti e soprattutto i colpevoli, così che una volta ravveduti le vostre strade diventino più sicure.

Benedite la vostra casa, così che l'aria si impregni della vostra buona vibrazione e tenga lontane "le forze involutive".

Benedite quelle stesse forze, perché quando saranno anch'esse evolute, smetteranno di infastidire voi e i vostri cari. Non mandategli odio, non mandategli rabbia. Essi se ne nutrono.

Aspettando che mi benediciate, io vi Benedico.

 

La Benedizione è un atto di magia

Dai tempi più remoti, gli Iniziati conoscevano la potenza della parola. Ecco perché la benedizione ha ancor oggi una così grande importanza nei riti religiosi. La parola «benedire » significa: dire cose buone, nel senso di pronunciare parole che portano bene.

La vera benedizione è quindi un gesto di magia bianca.

Certo, per compiere quell’atto di magia bianca l’uomo deve essere disinteressato, puro e in grado di dominare se stesso. Quanto a colui che riceve tale benedizione, è necessario che sia almeno ricettivo, desideroso di evolvere e di lavorare per il bene. Se queste premesse non esistono, la benedizione rimane senza effetto.

Comunque, malgrado tutto, è sempre bene conservare il rito della benedizione, con la speranza che un giorno, prendendo l’umanità coscienza del suo significato, divenga una parola e un gesto efficace.

Anche voi dovete prendere l’abitudine di dire parole benefiche. Quando toccate la testolina del vostro bambino, o le sue manine e i suoi piedini, e anche quando stringete fra le vostre braccia l’essere che amate, perché non benedirlo, affinché gli angeli vengano a fare di lui un essere meraviglioso? Si deve benedire tutto, tutto ciò che toccate, gli oggetti, il nutrimento e le creature. Si deve parlare con amore e con dolcezza non soltanto agli esseri umani, ma anche ai fiori, agli uccelli, agli alberi e agli animali, poiché questa è un’abitudine divina.

Colui che sa dire parole ispiratrici che vivificano, possiede una bacchetta magica nella sua bocca. Egli non si pronuncia mai invano, perché c’è sempre nella natura uno dei quattro elementi la terra, l’acqua, l’aria o il fuoco, pronto, attento, in attesa del momento di partecipare alla realizzazione di tutto ciò che viene espresso. Può darsi anche che la realizzazione avvenga in un luogo molto lontano da colui che ne ha donato i germi, e che non la si possa quindi vedere; sappiate tuttavia che il fatto avviene. Come il vento porta lontano il polline e i semi, così le vostre buone parole vanno a produrre lontano dai vostri occhi dei risultati meravigliosi. Le parole sono potenti, e dovete imparare a servirvene per trasformare tutto intorno a voi, e per trasformare anche voi stessi. Quando avete freddo e vi sentite soli e abbandonati, quando avete l’impressione che nessuno vi ami, pronunciate la parola «amore » una volta, due volte, dieci volte, e nelle maniere più svariate: scatenerete cosi le potenze cosmiche dell’amore e non vi sentirete più né soli, né abbandonati. Quando vi sentite immersi nelle tenebre, come se foste caduti fino in fondo a una voragine, pronunciate le parole «saggezza» e «luce», affinché vibrino e cantino in tutte le cellule del vostro corpo. In quell’istante tutto si chiarirà in voi.  Quando invece vi sentite tormentati, limitati e turbati, pronunciate la parola «libertà».
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Il bello nel brutto

Il brutto è sempre stato considerato come l’ombra del bello, come il suo fratello gemello cattivo; quindi sostanzialmente, all’inizio della nostra civiltà, il brutto ha la caratteristica analoga a quella del falso o a quella del male morale, cioè se ne vuole negare l’esistenza positiva.  
Remo Bodei

Racconta una leggenda che Gesù passeggiando con i suoi discepoli incappò nella carogna di un cane in decomposizione. Tutti i suoi compagni girarono lo sguardo con malcelato disprezzo. Gesù diversamente, portò la sua attenzione all’animale morto e a voce alta dichiarò ammirato la bellezza della dentatura del cane. Questo a dimostrare che il bello è presente in ogni cosa sempre! Il bello, la “Bellezza” non è altro che la manifestazione di quella scintilla divina che è presente in ogni cosa se ogni cosa è parte di quel Tutto che è Amore.

Lo sbaglio, il male, il brutto non dovrebbero mai distoglierci dalla ricerca del giusto, del bene del bello, con la consapevolezza che sono presenti e che magari cambiando punto di vista possono sempre essere colti ed ammirati.

La bellezza, la caratteristica degna di ammirazione c’è ovunque, basta permettersi di riconoscerla. La volontà di distogliere l’attenzione da quanto di brutto o malevolo c’è in una data situazione, non significa negare la presenza del vero e del bello nella stessa situazione. A volte è anche necessario guardare il brutto per coglierne il lato bello.

Per notare la perfetta dentatura di una carogna dovremo aver guardato anche la bruttezza dell’animale in putrefazione, ma lo avremo fatto con la consapevolezza di cercarne comunque il lato positivo. Questo non significa

convincersi che l’errore sia giusto, che il brutto sia bello o che il male sia bene, solo avremo imparato a non permettere al male di impedirci di vedere il bene che è comunque presente e alla cui manifestazione il male è comunque funzionale e in questo modo potremo davvero portare la nostra attenzione sul bello presente ovunque e godendone della presenza potenziarne l’energia. Se impariamo per abitudine a cercare il positivo in qualsiasi situazione e in ogni persona con la consapevolezza che per quanto occultata c’è sempre, sempre più facilmente riusciremo a riconoscere e ad individuare il lato positivo delle cose e a indirizzare subito la nostra attenzione e quindi la nostra energia lì, modificando sensibilmente l’evolvere della situazione.

Semplicemente questo significa astenersi dal giudizio: evitare di catalogare una situazione prima di averle dato la possibilità di mostrarci il suo inevitabile lato positivo.

La critica distruttiva deriva solo dalla nostra staticità mentale, dalla nostra incapacità di comprendere come tutte le situazioni siano in evoluzione.

Quando giudichiamo partiamo dal presupposto che la situazione che stiamo criticando sia statica come il nostro pensiero in quel momento e il nostro pregiudizio. Il pregiudizio, la critica sono sempre statici perché derivano da memorie, da schemi mentali costruiti su avvenimenti del passato che noi identifichiamo come quelli presenti che invece per il semplice fatto di essere presenti sono appunto in evoluzione e quindi non criticabili. Giudicare significa attribuire caratteristiche statiche e preconfezionate a situazioni in movimento, operazione assurda.

Il segreto sta tutto nella consapevolezza che noi siamo perfetti esattamente così come siamo, come lo è la nostra situazione qualunque essa sia.

Perciò la cosa da fare è lasciar andare la convinzione di dover cambiare la situazione. La consapevolezza di questo produrrà un cambiamento reale alla nostra Vita!

Cominciamo a dire sì senza condizioni alla nostra Vita e alla persona che siamo e alla situazione che consapevolmente o inconsapevolmente ci siamo attratti. I problemi si generano (le memorie si formano) a causa della nostra incapacità di accettare la nostra perfezione e la perfezione della nostra Vita. La nostra serenità dipende proporzionalmente dalla nostra capacità di accettare ciò che è. Il conflitto interiore, l’attrito con l’Universo, la sofferenza, traggono origine dalle situazioni in cui non riusciamo ad accettare la Perfezione.

Dimostrazione di questo è che una faccenda che facciamo davvero fatica a spiegarci è la presenza del male nel mondo. Per quanto siamo consapevoli a livello razionale che per percepire la luce sia necessario trovarsi in un luogo buio a livello di cuore ci pare inaccettabile. Certe tragedie, certe violenze, certe disgrazie non siamo in grado di spiegarcele, non possiamo accettarne la reale utilità.

Tuttavia la questione è sempre la stessa e dipende da come si guarda tutta la faccenda. Come per ogni altra situazione se si cambia prospettiva muta ciò che vediamo. E soprattutto se lasciamo andare davvero la convinzione che la Vita comincia con la nascita e finisce con la morte e cominciamo invece a vivere dalla prospettiva che diciamo

così spesso di credere vera, la Vita eterna, cambia tutto.

La questione è per quasi tutti la stessa, non riusciamo ad astrarci dall’esperienza terrena che stiamo vivendo. Se riusciamo davvero a comprendere che la Vita è eterna e che questa esperienza incarnata è solo una piccola fase della Vita vera, cambia completamente tutta la prospettiva e allora diventa chiaro che non c’è nulla da temere, niente e nessuno può farci veramente male nemmeno la morte, perché questo è solo un pezzettino dell’esistenza, è come se soffrissimo perché andiamo in fallimento a monopoli, fa parte del gioco e se non ci fosse la possibilità di fallire e perdere tutte le case e gli alberghi non avrebbe nemmeno senso giocare. 

La Vita è eterna e la Vita terrena è solo una piccola esperienza che fa parte del più ampio Vivere.

Non possiamo fare distinzioni, la bolletta o la lite con la vicina la guardo da una prospettiva ampia e la malattia invalidante invece no, il meccanismo è lo stesso per ogni cosa! Tutto quello che accade, si verifica solo per portarci del bene. Viviamo in un Universo d’Amore che in ogni sua manifestazione si dirige verso la conoscenza di se stesso, verso la conoscenza dell’Amore supremo appunto, perciò ogni cosa che accade si dirige in quella direzione, anche se noi piccini esseri umani limitati non ce ne rendiamo conto. Questo è l’unico vero atto di fede che ci è richiesto: sapere che l’Universo evolve SEMPRE in direzione dell’Amore. Se ce ne convinciamo e continuiamo a fare pulizia delle memorie che ci impediscono di vederlo, un po’ alla volta cominceremo ad accorgercene e quindi a sperimentarlo e quando cominceremo a notarlo sarà il momento in cui vedremo cambiare tutto velocemente per il meglio nostro e di tutti quelli che ci circondano.

Questa è la consapevolezza che Tutto è Uno, che l’Uno è Amore e perciò che Tutto è Amore che evolve in direzione di Sé stesso. Da qui deriva il principio di totale responsabilità.

Noi siamo responsabili al 100% di tutto ciò che accade nella nostra realtà perché tutto quello che accade è un riflesso della nostra interiorità. Ciò che viviamo è il riflesso di quello che noi siamo! Tutto senza eccezioni, se qualcosa accade ci mostra sempre qualcosa di noi stessi.

E questo deriva dal principio che Tutto è Uno, che l’Uno è Amore perciò che tutto è Amore che evolve in direzione di sé stesso attraverso il meccanismo della legge di causa ed effetto.

L’Amore, fonte dell’origine di ogni cosa (comprese le sensazioni “negative”), non può che ricercare il bene di tutti, non per “buonismo”, ma perché anch’esso è regolato dalla prima Legge (causa ed effetto) e attrae ciò che è simile a sé. Questo per quanto riguarda il perché esiste chi fa il male per noi che lo subiamo, ne siamo coinvolti o assistiamo.

Se siamo davvero convinti che la causa prima sia l’Amore dovremmo essere comunque grati di fronte ad ogni avvenimento, qualsiasi, perché consapevoli che deriva dall’Amore e verso l’Amore si dirige, anche se non riusciamo a percepirlo. Chi è davvero pulito (e ammetto che tra gli umani ce ne sono e ce ne sono stati davvero pochi) non si scontra con certe realtà o comunque non ne rimane sconvolto, perché sa che ogni cosa che accade deriva dall’Amore ed ha una sua precisa utilità, anche se noi non la comprendiamo.

Il punto è che dobbiamo cambiare prospettiva e ragionare consapevoli della realtà della Vita eterna e consapevoli della esistenza di una prospettiva cosmica a cui fatichiamo (da incarnati) ad accedere. Quando si ragiona “non a livello cosmico” è sempre un ragionamento limitato: tutto è a livello cosmico, gli altri sono sottolivelli di quello cosmico, quindi non dovremmo proprio nei nostri ragionamenti prescindere dal fatto che tutto è Uno e l’Uno è Amore con tutte le conseguenze logiche che ne derivano. Io non lo so (anche se penso di sì) se la vittima (il bambino maltrattato, la donna che subisce violenza) ha consapevolmente scelto di vivere quell’esperienza, in un altro spazio e in un altro tempo, ma dalla prospettiva cosmica che io ritengo sia l’unica, se è accaduto è ciò che doveva accadere per il meglio di tutti e prima di tutti per il meglio dell’interessato. Questo non significa che io non possa lavorare su di me e sulle mie credenze per evitare che accada ancora. O meglio perché la necessità della lezione che ha determinato quell’accadimento, venga assorbita in modo da non renderlo ulteriormente necessario. Ma la cosa fondamentale è che non voglio e non devo valutare qualitativamente quell’accadimento, questo è l’insegnamento, semplicemente il suggerimento di valutare che qualunque cosa accada, accade per il bene supremo, anche se dal mio limitato punto di vista non è così, e questo vale per le bollette troppo alte, per il moroso scostante, per lo tsunami, per la guerra, per le violenze, per gli omicidi e per gli stupri che ci appaia accettabile o no.

Perciò la risposta è che dobbiamo ampliare il punto di vista. Se siamo davvero convinti che la causa prima sia l’Amore allora sappiamo che anche la conclusione del soggiorno terreno (morte) della Vita di chiunque, per arrivare all’estremo, porta con se sempre un significato molto più profondo e ‘utile’ della sofferenza che l’esperienza genera.

Intanto l’elemento essenziale che amplia la limitata prospettiva entro cui siamo abituati a collocare gli avvenimenti, è quello di smettere di considerare anche la morte come una disgrazia, come un male oggettivo. 

La Morte è semplicemente un cambio di livello, visto nell’ottica della Vita eterna, della cui verità è piena tutta la nostra realtà, solo a voler fermarsi un attimo ad osservarla. Nessuno nasce e nessuno muore. Non ne faccio una questione spirituale/religiosa o di credere o di non credere in un qualche particolare Dio più o meno individuale e individualista. Sto parlando di Leggi Universali che sono il mezzo tramite cui l’universo evolve o si muove o è. Leggi universali che agiscono indipendentemente dal fatto che noi ci crediamo, o meno, che ne siamo consapevoli o meno, che le accettiamo o meno. E il loro agire è verificabile semplicemente osservando l’evolvere della nostra realtà, dando loro il beneficio del dubbio della loro esistenza ed osservando ciò che accade, dalla prospettiva spazio temporale più ampia possibile. Non serve credere a niente, non ha senso parlare di atei o di credenti. Qui stiamo solo parlando di apertura mentale, indipendentemente da qualunque credo metafisico.

Peraltro quello di credere è un atteggiamento pericolosissimo per la nostra sanità mentale, fisica e psicologica, nonché per la salvaguardia della nostra libertà. Attraverso l’osservazione dell’esperienza ci accorgeremo della presenza costante di determinate leggi (la principale è quella di causa ed effetto) e del loro agire continuativo.

Io sono molto lontana da ogni atteggiamento fideico e dogmatico, sono la prima a sostenere che non si deve credere a ciò che dice nessuno. Però invito tutti a sperimentare. E l’esperienza vissuta con mente aperta ed evitando di classificare ciò che accade in bene e in male, dando invece il tempo agli accadimenti di dimostrarci perché si sono verificati, rendendoci inevitabilmente conto che il loro accadere, essendo regolato appunto dalla solita causa prima (Amore) di cui tutto è parte è comunque indirizzato verso un bene globale. L’esperienza associata all’osservazione libera dal giudizio ci danno inevitabilmente tutte le prove di cui abbiamo bisogno.

Quindi la strada è quella di ampliare il punto di vista, anche per quanto riguarda certe atrocità inspiegabili. Se siamo davvero convinti che la causa prima sia l’Amore allora sappiamo che anche certi orrori incomprensibili hanno un senso che trascende il dolore che provocano. La nostra essenza (Amore! Se tutto è Uno e l’Uno è Amore anche io sono Amore, anche se molti faticano a crederlo) è sempre presente, non subisce trasformazioni, non nasce e non muore, “è”. Dalla prospettiva più elevata (a cui con consapevolezza e impegno possiamo giungere) non c’è giusto o sbagliato.

Dalla prospettiva ‘cosmica’ che io ritengo sia l’unica, se è accaduto è ciò che doveva accadere. La cosa fondamentale come ho detto, è che non voglio e non devo valutare qualitativamente quell’accadimento, e questo posso ottenerlo sapendo che il “bello”, la scintilla divina, c’è in ogni cosa, anche se mi appare incomprensibile, ogni cosa accade per contribuire all’evoluzione dell’Amore verso la conoscenza e l’ampliamento di sé stesso. Non è facile questo discorso lo so e meno che mai è facile accettarne sia i fondamenti che le conclusioni, ma se guardiamo apertamente nel nostro cuore ci accorgeremo di quanta verità ci sia in tutto ciò.

Abbiamo due possibilità, due sole vie da seguire: continuare ad aver paura di perdere qualcosa o di aver perduto qualcosa, ad aver paura di restare o essere soli, ad aver paura di non essere amati, ad aver paura di lasciarci andare e continuare a soffrire oppure smettere di temere il futuro consapevoli che niente può davvero farci del male, che quello che è successo ce lo siamo attirati solo e soltanto noi con l’obiettivo di evolvere, di diventare una persona migliore, di stare bene e godere finalmente della gioia che scaturisce dall’ accettazione incondizionata della realtà.

Inoltre sappiamo ormai benissimo che la paura, qualsiasi paura, poiché ci procura ansie e frustrazioni a non finire, aumenta anche le probabilità di manifestare quello che temiamo di manifestare. Senza paure, al contrario, muovendoci in una condizione priva di ansie e preoccupazioni, con la consapevolezza che il bello (la Scintilla Divina) è presente ovunque anche nella cosa che a prima vista ci appaia più orribile, le probabilità di mantenere ed ottenere ciò che desideriamo o che comunque ci consentirà di essere sereni e stare bene, aumentano.

Lasciamo andare le nostre paure, lasciamo andare la convinzione che il brutto sia solo ed inesorabilmente brutto e saremo persone libere con la bella aggiunta che più saremo sereni più manifesteremo e godremo di situazioni che ci procureranno serenità. 


La preghiera della bellezza

Quattrocento anni fa i grandi saggi della nazione Navajo, stanziata nei profondi deserti del sud-ovest americano, erano messi a dura prova dalla terra, dalla natura e dalle tribù confinanti. Attraverso le condizioni estreme che la siccità, il calore intenso e la carestia imponevano alle loro comunità, i Navajo si resero conto che sarebbe stato necessario fare appello al potere della sofferenza interiore per riuscire a sopportare le durissime condizioni esteriori imposte dalla Vita. La loro sopravvivenza dipendeva proprio dal saper applicare quella lezione.

Avendo compreso che le prove della Vita li sospingevano ai limiti delle più intense sofferenze, i Navajo scoprirono che quelle sfide erano anche in grado di far emergere i loro maggiori punti di forza. La chiave della sopravvivenza consisteva nell'immergersi nelle lotte della Vita, ma senza perdere se stessi durante l'esperienza. Avrebbero in pratica dovuto trovare una sorta di "ancora" – una convinzione che avrebbe dato a ciascuno la forza interiore necessaria per sopportare le prove – da aggiungere alla consapevolezza che ci sarebbero stati giorni migliori. Quel luogo interiore di potere conferì loro la fiducia necessaria per poter correre dei rischi, cambiare la loro Vita e dare un significato al loro mondo.

Forse anche la nostra Vita di oggi non è poi così diversa da quella dei valorosi che scorrazzavano nei deserti del sud-ovest americano molti secoli fa.

Sebbene lo scenario sia mutato e le circostanze non siano più le stesse, anche oggi ci capita di trovarci in situazioni che scardinano le basi delle nostre credenze, mettendo alla prova i confini della nostra sensibilità e sfidandoci a superare gli eventi che ci arrecano dolore. In un mondo che, a detta di molti, "sta dando i numeri" ed è costellato di atti insensati ispirati dall'odio, di una quantità esorbitante di rapporti finiti, famiglie divise e malattie che minano la sopravvivenza di intere società, siamo tuttora davanti alla sfida di trovare uno stile di Vita quotidiano capace di trasmetterci un senso di gioia, ordine e pace.

Con l'eloquenza tipica dell'antica saggezza, la Tradizione Navajo fa riferimento a un concetto di Vita che attribuisce direttamente a ciascun individuo la responsabilità di vivere nella felicità o nella sofferenza.

Esso è giunto fino a noi col nome di "Preghiera della Bellezza", con formulazioni che variano a seconda dei documenti o delle tradizioni orali, ma la cui essenza può essere riassunta in tre brevi frasi. In sole venti parole, gli anziani navajo ci tramandano una ricercata forma di saggezza, che ricorda l'esistenza di un collegamento fra il nostro mondo interiore e quello esterno, un legame riconosciuto dalla scienza solo di recente Ogni frase, composta di tre parti, ci offre la percezione del nostro potere di modificare la chimica del corpo umano e di influenzare in senso quantistico le possibilità presenti nel mondo.

A livello superficiale, le parole sono auto-esplicative. I Navajo usano la frase «Nizhonigoo biliina», che corrisponde approssimativamente alla seguente traduzione: La bellezza di cui ti circondi, La bellezza secondo cui tu vivi, La bellezza su cui fondi la tua Vita 

Grazie alle parole di un autore da tempo dimenticato, la semplicità di questa preghiera porge una nuova vena di  speranza, quando ogni altro tentativo sembra fallito. Ma la "Preghiera della Bellezza" è molto più di un semplice testo verbale. Nella sua linearità si cela la chiave per risolvere uno dei maggiori misteri umani: come sopravvivere alle ferite della Vita? Anziché proteggersi ed evitare proprio le situazioni che danno un significato alla vita quotidiana, col potere della bellezza e della preghiera possiamo calarci dentro l'esperienza, guidati dalla consapevolezza che qualunque ferita è solo temporanea. Il popolo dei Navajo ha trovato da tempo la forza, il conforto e il modo giusto per gestire la sofferenza nel mondo attraverso la "Preghiera della Bellezza".

Quali segreti sono stati custoditi e protetti dai Navajo nel sud-ovest americano, dai monaci e dalle monache del Tibet, dai Kahuna Hawaiiani e da altre tradizioni, mentre gran parte della popolazione mondiale perdeva il suo rapporto con la terra, con gli altri esseri umani e con un potere più alto? Da quale saggezza attingevano le tradizioni di allora, che possa anche oggi farci diventare persone migliori e aiutarci a creare un mondo migliore?

Benedire significa lasciare andare.

"Ti benedico" è l'antico segreto che sospende l'esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo

del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l'atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos'altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza".

La bellezza trasforma.

Le tradizioni più sacre e antiche ci ricordano che la bellezza permea tutte le cose, a prescindere dal modo in cui le interpretiamo nella Vita quotidiana. La bellezza è già creata, ed è sempre presente. Per soddisfare il nostro mutevole concetto di equilibrio e di armonia possiamo modificare ciò che ci circonda, instaurare nuovi rapporti o trasferirci in altri luoghi, ma i tasselli che vanno a sostituire quella nuova bellezza sono già al loro posto.

Al di là dell'apprezzamento rivolto a cose che sono semplicemente gradevoli allo sguardo, le antiche tradizioni di saggezza descrivono la bellezza come un'esperienza capace di influenzare anche il cuore, la mente e l'animo umani. Grazie alla nostra capacità di percepire la bellezza perfino nei momenti più brutti della Vita, possiamo elevarci al di sopra del dolore per il tempo sufficiente a dargli un diverso significato. In tal modo la bellezza diventa un dispositivo capace di proiettarci in una nuova prospettiva. La chiave, tuttavia, sta nel fatto che la bellezza sembra essere dormiente, fino a che noi non concentriamo su di essa la nostra attenzione. La bellezza si risveglia soltanto, quando è invitata nell'esistenza umana.

La chiave di utilizzo di questo potere risiede nel riconoscere la magia nascosta della bellezza, della benedizione, della saggezza e del dolore. Ognuno di questi stati gioca un ruolo imprescindibile nell'arena più vasta che ci permette di sentire, imparare, lasciar andare e trascendere le nostre più profonde ferite. Le parole di un anonimo scriba che annotò gli insegnamenti di Gesù quasi duemila anni fa ci ricordano che sia il potere di cambiare il mondo, sia gli ostacoli che si frappongono fra noi e quella facoltà, risiedono entrambi dentro di noi. Gesù affermò semplicemente che «la cosa più difficile da fare [per gli esseri umani] è di pensare i pensieri degli Angeli e di fare come gli Angeli».

La bellezza rappresenta il linguaggio di Dio e degli Angeli.

È anche il linguaggio dato all'umanità per guarire le sofferenze della Vita mediante il ricorso alla saggezza, e alla grazia. Oggi, apprendere tutto questo su internet o su un'antica pergamena del primo secolo non fa differenza. Il messaggio è lo stesso: riuscire ad accettare la nostra capacità di usare quel linguaggio universale può rivelarsi la sfida maggiore della nostra Vita. Allo stesso tempo, però, rappresenta anche la nostra maggiore fonte di forza. Quando non ci resterà più alcun dubbio sul fatto che sappiamo già parlare il linguaggio fatto di sentimenti di cui è costituita la preghiera, risveglieremo una parte di noi che nessuno ci potrà mai sottrarre, rubare o portare via. Questo è il segreto della scienza perduta della preghiera.
Gregg Braden

LO SPIRITO DI ALOHA

LA FILOSOFIA DI ALOHA

1. IKE: Il mondo è quello che uno pensa che sia.

2. KALA: Non esistono limiti.

3. MAKIA. L'energia fluisce dove va l'attenzione.

4. MANAWA: Il momento del potere è ora.

5. ALOHA. Amare significa essere felice con chiunque.

6. MANA. Tutto il potere viene da dentro noi stessi.

7. PONO. Il risultato è la misura della verità.

La caratteristica dello spirito di Aloha è meglio conosciuta come l'amichevole accettazione per le quali sono tanto famose le isole di Hawaii. Ma riguarda anche una potente forma per risolvere qualsiasi problema, per raggiungere qualsiasi obbiettivo e anche per ottenere qualsiasi stato della mente o del corpo si desideri.

Nel linguaggio Hawaiiano, aloha vuol dire molto di pi di un semplice "ciao" o "arrivederci" o "amore". Il suo significato più profondo implica "l'allegria (aho) di condividere (alo) energia vitale (ha) nel presente (alo)."

Più si condivide quest'energia più ci si sintonizza con il Potere Divino, quello che gli Hawaiiani chiamano mana.

Usare, con amore, questo potere incredibile è il segreto che ci porta alla realizzazione della vera salute, felicità,

prosperità e successo.

Il modo per avere questo Potere e per sintonizzarsi con esso, è così semplice, che qualcuno potrebbe essere tentato di scartarlo perché lo ritiene troppo facile per essere vero. Per favore non vi lasciate ingannare dalle apparenze.

Questa è la tecnica più potente del mondo e, anche se estremamente semplice, forse non risulta facile perché bisogna ricordarsi di praticarla, molto spesso. È un segreto che è stato dato all'umanità più e più volte ed ora, ancora una volta, sotto un'altra forma: Benedite tutti, e tutto ciò, che rappresenta quello che desiderate.

Questo è tutto quello che c'è da fare.

Nonostante sia qualcosa di tanto semplice, necessita di qualche spiegazione. Benedire qualcosa implica dare riconoscimento o enfasi ad una qualità positiva, ad una caratteristica o condizione, con l'intenzione che quello che sia riconosciuto o enfatizzato s'incrementi, perduri nel tempo o inizi ad essere.

Benedire è efficace per cambiare la vita o per ottenere quello che si vuole, per tre ragioni: La prima di tutte è di focalizzare la mente in positivo attivando così la forza positiva e creativa del Potere.

La seconda consiste nel muovere verso l'esterno la propria energia permettendo così che più potere passi attraverso se stessi.  Terza, quando si benedice a beneficio d'altri, al posto di farlo direttamente a vantaggio proprio, si tende ad

abbandonare qualsiasi timore inconscio esistente rispetto a quello che si vuole per se stessi. Allo stesso tempo ciò che viene benedetto si attiva perché s'incrementi lo stesso benessere nella Vita d'ognuno.

Quello che è realmente meraviglioso di questo processo, che le benedizioni che si danno ad altri aiutano tanto gli altri quanto se stessi.

Si può benedire attraverso immagini o toccando, però la maniera più usuale e facile è di farlo con le parole. I tipi principali di benedizioni verbali sono: Ammirare. Questo consiste nel lodare o elogiare qualcosa di buono che si sia notato. Per esempio: "che bel tramonto; mi piace quel vestito; sei tanto divertente."

Affermare. Questa è una dichiarazione specifica di benedizione per incrementare o fare durare qualcosa. Es.: "Benedico la bellezza di quest'albero; benedico la salute del tuo corpo".

Apprezzamenti. Questa è un'espressione di gratitudine per l'esistenza di qualcosa di buono o perché qualcosa di buono è successo. Es.: "Grazie Dio per la pioggia che nutre la terra."

Anticipazione. Questa è una benedizione per il futuro.

Es.: "Avremo un buon picnic; benedico l’aumento delle tue entrate; ringrazio la mia perfetta compagna; ti auguro un buon viaggio; che tu abbia il vento in poppa."

Per ottenere maggiori benefici dalle benedizioni, dovrete eliminare ciò che lo nega, dovrete smettere di fare qualcosa: maledire.

Ciò non significa smettere di "giudicare" o di dire "cattive" parole. Maledire è l'opposto di benedire, ossia, criticare invece d'ammirare, dubitare invece d'affermare, incolpare invece d'apprezzare e preoccuparsi invece d'anticipare con fiducia.

Quando si fa qualcosa di questo si tende a cancellare in qualche modo gli effetti della benedizione. In pratica più si maledice, più costerà, e maggiore sarà il tempo richiesto per ottenere il beneficio della benedizione.

D'altra parte, più si benedice minore sarà il danno che potrà fare qualsiasi maledizione.

Alcune idee per benedire differenti situazioni e desideri.


SALUTE

Benedite gente sana, animali e piante; qualsiasi cosa che sia ben fatta o ben costruita; e qualsiasi cosa che esprima abbondante energia.

FELICITÀ

Benedite tutto quello che è buono, o il buono che si trova in tutta la gente e in tutte le cose; tutti i segnali di felicità che vedete, ascoltate o sentite nella gente o negli animali; e tutte le potenzialità di felicità che notate attorno a voi.

PROSPERITÀ

Benedite tutti i segni di prosperità del vostro ambiente, includendo qualsiasi cosa che il denaro abbia aiutato a costruire o a fare; tutto il denaro che in qualsiasi forma possedete; e tutto il denaro che circola nel mondo.

SUCCESSO

Benedite tutti i segnali di riuscita e realizzazione (come edifici, ponti ed eventi sportivi); tutti gli arrivi a destinazione (di navi, aerei, treni, automobili e gente); tutti i segni d'avanzamento o di perseveranza; e tutti i segnali di divertimento e piacere.

SICUREZZA

Benedite tutti i segnali di sicurezza nelle persone e negli animali; tutti i segnali di resistenza nelle persone, animali e oggetti (incluso l'acciaio e il cemento); tutti i segni di stabilità (come montagne, alberi alti); e tutti i simboli di una determinata potenza (macchine grandi e cavi elettrici).

AMORE E AMICIZIA

Benedite tutti i segnali d'attenzione, cura, compassione e sostegno; tutte le relazioni armoniose nella natura e nell'architettura; tutto quello che è collegato o che tocca soavemente qualcosa; tutti i segni di cooperazione, come nei giochi o nel lavoro; e tutti i segni di riso e divertimento.

PACE INTERIORE

Benedite tutti i segnali di silenzio, calma, tranquillità e serenità (tipo acqua e aria quieta); tutte le visioni lontane (orizzonti, stelle, la luna); tutti i segnali di bellezza, di vista, suono o tatto; colori e forme nitide; dettagli di oggetti naturali o fabbricati.

CRESCITA SPIRITUALE

Benedite tutti i segnali di crescita, sviluppo e cambiamento nella Natura; il momento di transizione dell'alba e del tramonto; il movimento del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle; il volo degli uccelli nel cielo; il movimento del vento e del mare. 

Le precedenti idee sono una guida qualora non siate pratici nel benedire, però non vi limitate solo a quelle.

Ricordatevi che qualsiasi qualità, caratteristica o condizione può essere benedetta (es., puoi benedire delle assi sottili, degli animali snelli per favorire la perdita di peso), che già esista, o che sia esistita o che esista solo nella tua immaginazione. 

Personalmente ho usato il potere della benedizione per curare il mio corpo, aumentare le mie entrate, sviluppare molte abilità, creare una relazione di profondo amore con la mia sposa e con i miei figli, e per stabilire una rete mondiale di pacificatori che lavorino con lo spirito di Aaloha. E poiché ha funzionato tanto bene per me, vorrei condividerlo con Voi.

Come aumentare il potere delle tue benedizioni. 

Questa è una tecnica praticata dagli Sciamani Hawaiiani con la quale aumentate il potere delle vostre benedizioni,

incrementando la vostra energia personale. É un semplice modo di respirare che usato anche per stabilizzarsi, centrarsi, meditare e guarire. Non è richiesta un posto particolare o una particolare postura, e può essere fatto anche in movimento o ancora quando si è occupati o si sta riposando, con gli occhi aperti o chiusi. Nelle tecniche Hawaiiane questo si chiama ‘pikopiko’ perché ‘piko’ significa sia mettere la ghirlanda alla testa che l'ombelico. 

La tecnica

1. Iniziare ad essere consapevoli del proprio naturale respiro (potrebbe cambiare quando voi avete maggiore consapevolezza di esso, va comunque bene). 

2. Individuate e divenite consapevoli del vostro capo e del vostro ombelico, e/o toccandoli.

3. Ora inspirando, portate la vostra attenzione sul capo; e durante l'espirazione ponete la vostra attenzione sull'ombelico. Continuate a respirare in questa maniera per la durata che desiderate.

4. Quando vi sentite rilassati, centrati e/o energizzati, iniziate ad immaginare di essere circondati da un'invisibile fascio di luce o da un campo elettromagnetico, e il vostro respiro accrescerà l’energia di questo fascio o campo.

5. Quando benedite, immaginate l'oggetto della benedizione circondato dalla stessa energia di cui voi stessi siete circondati.


Variazioni 

a. Invece del capo e dell'ombelico, spostate l’attenzione da una spalla all’altra oppure dal cielo alla terra.

b. Aiutatevi a focalizzare questo campo energetico, immaginando il suo colore, sfumature o frequenza o vibrazioni.

Serge Kahili King

 

“Benedici il tuo nemico e lo priverai delle armi. I suoi strali saranno trasformati in benedizioni. Questa legge vale per le nazioni oltre che per gli individui. Benedite una nazione, inviate Amore e benevolenza ad ogni abitante e questa sarà privata del suo potere di nuocere.”

Florence Scovel Shinn
 

Riconosco il Divino in Te e in Me