Masticàre
Re imparare a masticare, dobbiAmo necessariamente fare.
Ogni essere utilizza, naturalmente, gli organi preposti ad ogni funzione dell'organismo, ogni essere.
Solo l'essere umano per cultura, tradizioni, cattive abitudini, maleducazione, col tempo, disimpara e disequilibra quasi tutte le funzioni e le operazioni che il corpo, attua per creare e mantenere l'equilibrio.
Come mai!? Non è questo di cui voglio scrivere oggi; meglio investire, dedicare tempo ed energia per comprendere e modificare eventuali cattive abitudini, per altro inconsapevoli, come: accusare, criticare, denigrare, deplorare, contraddire, ecc.
Masticare è importante, oserei, necessario, fondamentale, indispensabile per poter garantire una buona digestione, elaborazione ed assimilazione del cibo e i nutrienti in esso contenuti.
Ho, sin da giovane, avuto “difficoltà” con la digestione; per primo, essendo per costituzione, lo stomaco, il mio organo sensibile, cioè dove il corpo somatizza (trasforma un disturbo psichico in uno fisico), a questo aggiungiAmo la cara Mamma che, con tutte le più buone intenzioni, ripeteva in continuazione che questo, quello e quell'altro alimento non lo potevo digerire perché avevo lo stomaco delicato come il suo.
Ho continuato, mio malgrado, a perpetuare, una volta uscito di casa, questo “condizionamento mentale”, fino ad arrivare a non poter mangiare i peperoni e altre pietanze, perché indigeribili, solo perché, condizionato per anni, ero convinto infatti (e questo è l'effetto nocebo = mi nuocerà) che non li avrei mai digeriti; se per caso o per “costrizione” li avessi mangiati, l'effetto sarebbe stato certamente “devastante”.
Stanco di questo ed altre limitazioni, ho iniziato a studiare il corpo umano, anatomia, fisiologia e medicine naturali, col tempo sono arrivato, dopo varie esperienze “traumatiche”, spinto anche dagli insegnamenti di vari maestri incontrati sul cammino, che “masticare” non è solo per frantumare il cibo, anche perché alcuni alimenti non necessitano per nulla questa operazione, vedi la polenta, ad esempio, ma serve esclusivamente ad insalivare, il boccone e inviarlo così, grazie agli enzimi in essa contenuti, già predigerito, allo stomaco.
A sua volta, grazie agli acidi, che attivano gli enzimi, scomporrà ulteriormente il cibo; sarà elaborato dal fegato che produce e immagazzina la bile nella cistiféllea, ed inviáto all'intestino dove, i nutrienti (vitamine, proteine, grassi, ecc.) sarànno, dopo varie lavorazioni, assimilati dall'organismo.
Facile a dirsi, vero? Cosa ci vuole: “masticheró il boccone” si!, per quante volte e, per quanto tempo? Giusto il tempo di lasciarmi distrarre dal mio commensale, dall’interlocutore o, dai pensieri, che vanno di qua e di là migliaia di volte al giorno, e così la masticazione finisce nel “dimenticatoio”; anche perché ho fretta, devo tornare alle mie faccende, non ho tempo per queste sciocchezze.
Quando poi mi ritrovo dal dottore, senza trovare per altro solo che temporanei rimedi, che non risolvono per niente i miei problemi di digestione, queste “sciocchezze”, diventano stranamente interessanti.
Mastica, suggerivano gli Esseni, fin quando il boccone (solido) non diventa liquido e mastica anche i liquidi, sempre per insalivarli, e renderli più digeribili; io li faccio ripetutamente, passare attraverso i denti, così anche da scaldarli.
A me hanno insegnato a masticare 36-54-63 volte e, comunque, fin quando sento che il sapore cambia, nei cereali, ad esempio, “l’amilasi”, (enzima), addolcisce il sapore, quindi, anche più buono e, più abbondante; col tempo mi accorgo che posso mangiare di meno in un pasto. Sento molto meno anche il bisogno dello zucchero, vedi il biscotto o il pasticcino a fine pasto per “addolcire” il palato, che non ne ha bisogno.
Che altro dire: non credere ad una parola di quanto scritto ma, sperimenta e constata anche Tu, se la digestione migliora, abbiAmo “fatto tombola”.
Grazie